In omni Gallia eorum hominum, qui aliquo sunt numero atque honore, genera sunt duo. Traduzione di De bello Gallico 6, 11 L'organizzazione sociale dei Galli Poiché si è giunti a questo punto (della narrazione), non sembra che sia strano discutere dei costumi della Gallia e della Germania e (spiegare) in cosa differiscano questi due stati tra di loro. È un tema affine a quello del metus hostilis (cioè, “la paura del nemico”) che - secondo la storiografia romana - ha alimentato il valore dei Romani al tempo delle guerre contro Cartagine: perché Roma preservare il proprio dominio, necessita di nemici forti e temibili. Gallos ab Aquitanis Garumna 7 flumen, a Belgis Matrona 8 et Sequana dividit. Si tratta di una mescolanza di tribù celtiche e germaniche, che Cesare combatte e sconfigge nel secondo libro del De bello Gallico (capitoli 9-10). Può aver incontrato il duca attraverso Giulio Cesare Brancaccio, di cui aveva stampato la traduzione dei Commentarii de bello Gallico di Giulio Cesare all'inizio del 1582. Paragoniamo gli incipit del De bello Gallico e del De bello civili: De bello civili – testo originale con traduzione italiana. Di questi una parte, che s’è detto che occupano i Galli, inizia dal fiume Rodano, è cinta dalla Garonna, dall’Oceano, dai territori dei Belgi, tocca inoltre il Reno dalla parte di Sèquani ed Elvezi, e si estende verso nord. Il a peut-être rencontré le duc par l'intermédiaire de Giulio Cesare Brancaccio, dont […] 11 pertinent: da pertineo, pertines, pertinui, pertinere, qui con il significato di “concernere, tendere, avere come scopo” mentre più avanti sarà usato nel senso fisico e concreto di “stendersi, diffondersi”. Presento una raccolta delle frasi più celebri di Gaio Giulio Cesare con traduzione in italiano. Tutti questi sono diversi fra loro per lingua, istituzioni e leggi. Qua de causa Helvetii quoque reliquos Gallos virtute praecedunt, quod fere cotidianis proeliis cum Germanis contendunt, cum aut suis finibus eos prohibent 12 aut ipsi in eorum 13 finibus bellum gerunt. Gallia est omnis 3 divisa in partes tres, quarum unam incolunt Belgae 4, aliam Aquitani 5, tertiam qui ipsorum lingua Celtae, nostra Galli appellantur. De Bello gallico tradotto dal Latino all'Italiano di Caio Giulio Cesare. Il verbo obtineo, obtines, obtinui, obtentum, obtinere ha, tra i suoi molti significati, quello di “vivere, risiedere, abitare”. Ci sono otto libri ve li riporto in italiano e in latino cosi lo trovate subito. Commento: Tema. La caratterizzazione delle popolazioni procede con ordine secondo la suddivisione dell’intera Gallia in tre grandi macroregioni: la Gallia Belgica, quella Celtica e la Gallia Aquitania, cui s’aggiunge la regione della Gallia Cisalpina e la “provincia” della Gallia Narbonense 1. Registro degli Operatori della Comunicazione. Nel VI libro del De Bello Gallico, ai capitoli 16, 17 e parte del 18, Cesare approfondisce il tema della religione dei Galli. Sono due le classi che detengono il potere, quella dei nobili (definiti Le campagne militari e le azioni politiche di Cesare sono da lui stesso dettagliatamente raccontate nei Commentarii de bello Gallico e nei Commentarii de bello civili. » Il "De Bello Gallico" di Caio Giulio Cesare » Liber I. Belgae ab extremis Galliae finibus oriuntur, pertinent ad inferiorem partem fluminis Rheni, spectant in septentrionem et orientem solem. Germani multum ab hac consuetudine differunt. I druidi (De bello Gallico, VI, 13, 3-6; 14, 1-6) Introduzione Dopo aver delineato i rapporti tra le varie popolazioni e aver spiegato come essi siano mutati dopo il proprio arrivo, Cesare illustra l'organizzazione sociale dei Galli. E Wikisource. Ubi iam se ad eam rem paratos esse arbitrati sunt, oppida sua omni... Erant omnino itinera duo, quibus itineribus domo exire possent: unum per Sequanos, angustum et difficile, inter montem Iuram et flumen Rhodanum, vix qua singuli carri duc... Interea ea legione quam secum habebat militibusque, qui ex provincia convenerant, a lacu Lemanno, qui in flumen Rhodanum influit, ad montem Iuram, qui fines Sequanorum ab... Relinquebatur una per Sequanos via, qua Sequanis invitis propter angustias ire non poterant. Traduzione di Davide Cazzola, una proposta interessante, un invito a leggere uno dei libri più conosciuti del mondo romano.. 12 prohibent: dal verbo prohibeo, prohibes, prohibui, prohibitum, prohibere, “respingere, allontanare, tenere lontano da” costruito con l’accusativo della persona che si tiene lontano e l’ablativo della cosa da cui si tiene lontano qualcuno. Il "De Bello Gallico" è stato scritto tra il 58 ed il 50 a.C. da Caio Giulio Cesare, mentre era impegnato nella campagna di conquista della Gallia. Il … Germanis, qui trans Rhenum incolunt, quibuscum continenter bellum gerunt. Commento: Tema: In questa introduzione del Libro I del De Bello Gallico, Cesare descrive e analizza le caratteristiche geografiche e le popolazioni di una delle regioni, la Gallia, in cui i romani svolgono le operazioni militari. A queste motivazioni ideali si sovrappongono ovviamente anche le necessità pratiche di Cesare, che sono quelle di sottolineare e ribadire l’importanza dell’intervento militare (da lui stesso effettuato, per di più) in difesa degli Allobrogi e degli Edui, affinché i confini di Roma restino sicuri. Di tutti questi, i Belgi sono i più impavidi poiché sono davvero lontani dal modo di vivere e dall’urbanità della Gallia Narbonense, e i mercanti assai di rado vanno da loro per portare quelle cose tendono a corrompere gli animi, e sono più affini ai Germani, che abitano al di là del Reno, con i quali fanno guerra senza interruzione. Per tal motivo anche gli Elvezi superano in virtù i restanti Galli, perché combattono quasi quotidianamente con i Germani, quando o li respingono dai loro territori o quando essi stessi portano guerra nei loro territori. Non manca in queste parole del Cesare-narratore una sfumatura di opportunità politica: meglio presentare come forti e pericolosi i nemici che saranno sconfitti a breve. Posted on 23 Dicembre 2010 by admin. Ipse interim in colle medio triplicem aciem... Caesar primum suo, deinde omnium ex conspectu remotis equis, ut aequato omnium periculo spem fugae tolleret, cohortatus suos proelium commisit. In Gallia non solum in omnibus civitatibus atque in omnibus pagis partibusque sed paene etiam in singulis domibus factiones sunt, earumque factionum sunt principes, qui summam […] I Germani: usi e costumi (De bello Gallico, VI, 21-23) Religione, educazione e sessualità. De Bello Gallico - Opera di Cesare traduzione multilingue traduzione Italiano, inglese, traduzione tedesco. De Bello Gallico. Ed è noto che lo stile di Cesare venne apprezzato sia dai contemporanei (tra cui Cicerone, che ne tesse le lodi nel suo dialogo sull’oratoria, il Brutus) sia da parte di autori quali Michel de Montaigne (1533-1592) e Alessandro Manzoni (1785-1873). Traduzione del De Bello Gallico di Giulio Cesare. 8 Matrona: si tratta del fiume Marna, uno dei principali affluenti della Senna; il suo nome sarebbe derivato dal nome della dea celtica (chiamata Modron) identificabile con la “madre nutrice”. 1 Per la suddivisione della Gallia prima dell’invasione romana, si può fare riferimento a questa mappa: https://it.wikipedia.org/wiki/Gallia#mediaviewer/File:Map_Gallia_Tribes_Towns.png. La “provincia” cui si fa riferimento è quella della Gallia Narbonense, nell’attuale Francia meridionale, divenuta provincia romana nel 121 a.C. e ii cui abitanti Giulio Cesare vuole difendere dalla marcia degli Elvezi alla conquista dell’intera Gallia. Cesare, De bello Gallico, VII 79-89 (il ritratto e la sconfitta di Vercingetorìge ad Alesia) 79 1.Interea Commius reliquique duces, quibus summa imperii permissa erat, cum omnibus copiis ad Alesiam perveniunt et colle exteriore occupato non longius mille DE BELLO GALLICO: TRADUZIONE DEL LIBRO 06; PARAGRAFI 25-44. » Liber III. Nam neque druides habent, qui rebus divinis praesint, neque sacrificiis student. Aquitania a Garumna flumine ad Pyrenaeos montes et eam partem Oceani quae est ad Hispaniam pertinet; spectat inter occasum solis et septentriones. 9 Cesare inizia a introdurre qui un tema classico per gli autori latini di opere storiche dopo di lui, ovvero quello della purezza morale e del valore militare di popolazioni non “guastate” dal contatto e dalla civilizzazione portata da Roma; si tratta di un argomento - ovviamente utilizzato anche a fini propagandistici per sostenere opportune campagne militari all’estero - che si ritroverà nella Germania di Tacito. » Liber V. » Liber VI. Helvetii repentino eius adventu commoti c... His Caesar ita respondit: eo sibi minus dubitationis dari, quod eas res quas legati Helvetii commemorassent memoria teneret, atque eo gravius ferre quo minus merito popul... Postero die castra ex eo loco movent.